Io mi ero perduto in me stesso e tu sei venuta a darmi mie notizie…
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Gustando il cinema – il Backstage

settembre 5th, 2015 | Posted by Sara in Eventi

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Il mio backstage. Così come l’ho vissuto, attraverso i miei occhi.

Un grande progetto, interamente ideato da Sarah Maestri – non credo ci sia bisogno di dirvi chi è – che sul blog avete già incontrato qui. 3 anni di intenso lavoro, fatto di viaggi su e giù per la penisola, alla scoperta dell’eccellenze del nostro territorio.

2015, anno di Expo: il tema legato al cibo non è un caso, certamente.

Sarah ha voluto mostrarlo sotto diversi punti di vista: quello legato alla gastronomia, con la straordinaria partecipazione di Denis Buosi cha ha affiancato Sarah per tutta la manifestazione e ha presieduto lo showcooking, in cui si sono sfidati lo chef stellato Piercarlo Zanotti e la mamma blogger Giorgia di Sabatino; quello legato al cinema, con il concorso di 10 cortometraggi legati al cibo, selezionati dal Kalat Nissa Film Festival; quello legato alla patologia, con il convegno “Cibo: cura o colpa?”, moderato dal dott. Cecchetti della clinica “La Quiete”, in cui abbiamo partecipato noi di “Ars et Cura”, insieme ad altri ospiti d’eccezione: il regista Marco Pozzi, l’attore e fotografo Raffaello Balzo e la mamma blogger Giorgia di Sabatino.

La mia personale posizione è stata contemporaneamente dietro le quinte e da protagonista.

Sono stata a stretto contatto con Verena Merli di 3 Elle, l’insostituibile Assistente di Sarah, per decidere i dettagli della nostra partecipazione: locandine, titolo del convegno, presentazioni, conferenza stampa,…

Sabato pomeriggio, un paio d’ore prima che tutto avesse inizio, mi sono trovata in Sala Montanari, dove la mattina dopo ci sarebbe stato il Convegno, per verificare se le presentazioni girassero sul pc della sala: ho potuto chiacchierare con Sarah, arrivata trafelata e fra mille telefonate per coordinare l’arrivo degli ospiti che piano piano stavano raggiungendo Varese.

La tensione inevitabilmente iniziava a salire, la sentivo palpabile nell’aria.

Sia per il Festival nel complesso che per la presentazione che avrei avuto la mattina dopo: avrei parlato di Coaching Alimentare, come parte integrante del Progetto che “Ars et Cura” ha messo a punto in questi mesi di lavoro, unito alla Terapia Familiare e all’uso del Genogramma, aspetti di cui avrebbero parlato il Dott. Aldo Maestroni e la Dott.sa Laura Saibene.

Nello spostarmi da Sala Montanari, dove avevo appena assistito alla proiezione dei cortometraggi in concorso, a Piazza Montegrappa, dove ci sarebbe stato lo show cooking, ero completamente immersa in una sottile eccitazione, quella che ti fa impegnare perché tutto vada per il meglio, perché è un Progetto in cui credi, ci hai lavorato tanto e vuoi con tutta te stessa che piaccia, che sia compreso dalla popolazione. Il sole iniziava a tramontare e l’aria era tiepida. Connubbio perfetto.

Poco più tardi, lo show cooking: Madrina d’eccezione Giorgia Wurth. Taglio del nastro per aprire ufficialmente la manifestazione. Red Carpet. Fotografi e flash che impazzivano.

Finita la serata, all’eccitazione per la Festa appena iniziata, si aggiungeva la tensione per l’indomani.

Sveglia presto, alcune cosa ancora da decidere, piccoli dettagli da stabilire.

Ore 9, presente in Sala Montanari: pc acceso, proiettore anche, presentazioni ok.

Rimaneva solo aspettare che tutto avesse inizio.

Da sx: Marco Pozzi, Sarah Maestri, Laura Saibene, Mario Cecchetti in primo piano, Sara Maestroni, Aldo Maestroni.

Sapete – perché ve l’ho raccontato qui – che quando ci sono di mezzo personaggi famosi, attori e registi, vado in brodo di giuggiole e sviluppo una sorta di ammirazione reverenziale. Questa volta avevo l’onore di lavorarci insieme, per arricchire la visione dei rapporti distorti e malati con il cibo.

Il discorso di apertura di Marco Pozzi, regista del film Male di Miele, mi è piaciuto molto: ha raccontato come è arrivato a realizzare il film, quale fosse il suo intento e quanto abbia dovuto essere fermo e non cedere alle pressioni dei produttori che chiedevano un finale del film “più rassicurante”, cioè la morte della protagonista, affetta da bulimia. Certo, nell’immaginario collettivo è *rassicurante* e *comodo* pensare che il problema siano le persone anoressiche o bulimiche o obese. L’intento di tutti noi seduti a Sala Montanari era invece quello di fare presente che non è così. Il disagio sta nelle relazioni. Oggi sempre più difficili, dove manca lo sguardo.

Avevo già visto il film. Rivederne un paio di clip in questo contesto mi ha dato un’emozione molto intensa: il dialogo scarso, la musica incisiva. Il suo rapido incalzare e lo sguardo della macchina da presa sulla protagonista che ingoiava voracemente i biscotti rendeva perfettamente il pathos, sentivo il mio battito cardiaco accelerare, in un turbinio di emozioni che aumentavano di intensità.

Perfettamente in linea le nostre esposizioni e il commento di Giorgia di Sabatino, mamma prima di tutto che cerca di trasmettere l’amore per il cibo sano e genuino ai suoi figli, autrice del libro “Semplicemente buono“.

Raffaello Balzo, attore molto noto, ha portato la sua esperienza di frequentatore di palestre, durante il periodo in cui faceva il fotomodello. Ha dato un’altra visione del controllo che si può esercitare sul proprio corpo e sul cibo. Aveva un obiettivo, chiaro: raggiungere un fisico scolpito per poter fare una serie di servizi fotografici che gli hanno permesso di svoltare nella sua carriera. Per circa un anno ha seguito una dieta molto restrittiva per poter ingerire un quantitativo di proteine che, unite ad allenamenti mirati, gli permettessero di modellare il proprio fisico.

Obiettivo raggiunto, fine dello stretto controllo sul cibo.

La possibilità di gestire questo controllo rende il rapporto col cibo sano.

Infine, Domenica sera la chiusura della manifestazione: premiazioni, ringraziamenti, musica e allegria e già si faceva strada quel rilassamento da “Ok, ce l’abbiamo fatta!”.

Ho visto il volto di Verena cambiare man mano passavano le ore, sempre più segnato dagli imprevisti e dalle capriole per recuperarli, ma anche soddisfatta…

Sarah, stanca e raggiante al tempo stesso nel ruolo di presentatrice e Padrona di Casa: sorridente, a suo agio, spiritosa e tranquilla nel gestire “il bello della diretta”.

Insomma, un successo!!!

La manifestazione è conclusa, arrivano articoli sui giornali e sevizi al TG regionale.

Una riflessione mi sta accompagnando in queste ore: ho sempre pensato che la notorietà rendesse tutto più facile. Pensiero semplice e quanto mai parziale.

La realtà è un’altra. Abbiamo tutti una storia che ci guida nelle scelte attuali e le esperienze che facciamo di volta in volta definiscono la direzione. Tutti facciamo la stessa fatica quando abbiamo delle idee che vogliamo portare avanti con passione e che si discostano da quello che la maggior parte della gente vuole sentirsi dire.

Sarah ha fortemente voluto questa manifestazione, con l’inserimento di un momento di riflessione importante su una malattia che riguarda il cibo, sapendo che non avrebbe raccolto centinaia di persone. Avrebbe potuto fare un’altra scelta. Invece no.

Il regista Marco Pozzi, lo stesso per quanto riguarda il finale del film “Male di Miele”: lo ha detto lui stesso. Se avesse scelto il finale “rassicurante”, avrebbe potuto far approdare il film in circuiti più ampi. Invece no.

Sono sempre più dell’idea che siamo Persone, ciascuna impegnata in un proprio cammino, alla ricerca di qualcosa, legato alla nostra storia. I mezzi a disposizione ci possono rendere il cammino più o meno facile, tutti incontriamo ostacoli e scorciatoie. Tutto dipende dal senso che vogliamo dare a questo Viaggio.

Sono grata perché nel mio Viaggio sto incontrando Persone appassionate.

P.S.: l’unico vero rammarico, sapete qual è? Non ho neanche una foto con Sarah e gli altri Viaggiatori… :-(

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