Io mi ero perduto in me stesso e tu sei venuta a darmi mie notizie…
Header

Non di solo cibo…

luglio 16th, 2013 | Posted by Sara in Alimentazione | Psicologia

This post is also available in: Inglese

Se siete frequentatori attenti della rete, vi sarete resi conto che il tema dell’alimentazione è sempre più presente.

Se ne parla sotto diversi aspetti, che possono a volte generare un po’ di confusione: si sentono notizie urlate su truffe alimentari, nel convenzionale e nel biologico, e poi mai seguite fino in fondo (così uno rimane sempre nel dubbio se fosse vera o meno); sempre più spesso, si viene messi in guardia dalla cattiva qualità degli alimenti industriali e di quanto sia importante per noi consumatori essere attenti e *consapevoli*. Contemporaneamente, però, veniamo martellati – letteralmente – da slogan pubblicitari che cercano di illuderci che bere Coca Cola  possa alimentare i legami affettivi (e non invece esclusivamente le tasche della Cocca Cola stessa e delle case farmaceutiche!) o che bere la nostra dose di fermenti quotidiani ci protegge dall’osteoporosi e garantisce il perfetto funzionamento del nostro intestino.

É fondamentale *svegliarsi* dal torpore in cui siamo e in cui vorrebbero mantenerci!

Personalmente, lo sapete, *grazie* alla scoperta di un’allergia alimentare, ho avuto l’occasione di aprire davvero gli occhi: è stata la mia sveglia. Questa volta, non l’ho spenta e non mi sono girata dall’altra parte. Ho deciso di mantenere aperti gli occhi, che si stanno abituando alla luce ogni giorno che passa.

Ecco perché, in questo cammino che potrà solo portare *evoluzione* continua, apprezzo molto le persone che incontro sulla mia strada che nutrono questo itinerario.

Come lettori di questo blog, conoscete già Sonia e anche il Prof. Giannattasio. Vi sarà facile, quindi,  ricordare il post che ho scritto qualche mese fa a proposito di “Gravidanza e Alimentazione”, la monografia del Prof., in cui trovate preziose informazioni sulla relazione stretta tra il cibo e la futura mamma, senza dimenticare i futuri papà, troppo spesso ignorati.

Qualche giorno fa, nei miei soliti giri su Internet, mi sono imbattuta in questa bellissima iniziativa di “Valore Alimentare”, che ha creato una sorta di guida illustrata di facile consultazione, un’infografica con i consigli per le mamme in attesa e altre utili indicazioni pratiche.

Eccola qui:

Già vi vedo, mamme in dolce attesa o neo-mamme: “Oh, che bello, così mi basta leggere questa e sono a posto!”. Invece no! L’infografica non sostituisce la monografia: è come quando a scuola, si studiava direttamente dal libro o soltanto i riassunti fatti da un compagno. Certo, un’infarinatura la davano, ma mancava del tutto la cornice teorica di riferimento.

Il mio consiglio, quindi, è quello di leggere *anche* la monografia.

Se fate caso alla seconda pagina dell’infografica è ben in evidenza “l’altro cibo di cui il bambino ha bisogno”, l’Amore Materno. Lui stesso un alimento, che necessita contemporaneamente di essere nutrito. Dai cibi, ma anche dall’energia e dalle relazioni in cui la futura mamma è coinvolta.

Numerose ricerche scientifiche hanno permesso di accertare un effettivo contatto tra mamma e bambino già a partire dall’ottava settimana di gestazione, grazie al senso del tatto, il primo che si sviluppa, fino alla vista, l’ultimo.

Ciò significa che il futuro neonato è *già* in relazione con il Mondo, che per ora è rappresentato dalla casa che sta abitando, il corpo materno.

Ecco perché è fondamentale che questa *casa* sia ben governata.

Il cibo è di sicuro un ottimo strumento da cui partire, ma non possiamo dimenticare anche altri fattori, che possono rendere difficile per la mamma essere in un contatto armonico con il proprio bimbo: la lontananza dalla famiglia di origine e il lavoro possono rendere questo compito piuttosto arduo. In questo senso, diventa essenziale la figura del futuro papà, “che ha il compito di alleviare il senso di solitudine della propria compagna con la propria presenza e il proprio sostegno”.

Perché insisto tanto su questi aspetti? La mia formazione e la mia esperienza mi portano a dire che ogni singola cellula del nostro corpo – e quindi ancora di più quella di un bimbo in arrivo – è coinvolto in uno scambio continuo con l’esterno, che può essere rappresentato dalle altre cellule o da ciò che si trova al di là della nostra pelle. Siamo un vero e proprio sistema che trasmette e riceve informazioni, che le rielabora, aggiungendoci qualcosa di proprio. Il bambino che abita la pancia della mamma per 9 mesi fa esattamente la stessa cosa: è grazie a questo scambio che si attivano i geni, che daranno poi origine alle proteine necessarie a svolgere le funzioni vitali e di crescita.

Vista così, forse è un po’ più intuitivo immaginare che più le informazioni sono “pulite” e armoniche, meglio i processi biologici potranno seguire la loro fisiologia. In caso contrario, qualunque perturbazione ha un effetto, che arriva fino ad influenzare l’attivazione o lo spegnimento dei geni. Non potrebbe essere diversamente, se pensate che:

Al quarto mese è in grado di percepire i battiti del vostro cuore e si mette in agitazione se il suo ritmo accelera per uno stato ansioso, mentre si placa quando torna normale. […] Intorno alla 20a settimana il suo udito è completamente sviluppato. La voce dai toni gravi, come quella maschile, è la prima ad essere percepita. Per questo, quando sente quella del padre, gira la testa nella sua direzione e il battito del suo cuoricino accelera.

Un rumore brusco provoca un aumento della frequenza cardiaca e un’accelerazione dei movimenti. Se il rumore è forte egli sussulta; se invece è dolce, può sbattere le palpebre, contrarre il tronco, stendere e piegare braccia e gambe. […] Nell’ultimo trimestre di gravidanza memorizza le favole che gli raccontate e, venuto al mondo, mostrerà di gradirle più di quelle nuove. (“Gravidanza e Alimentazione”, Giannattasio M., 2013)

Eccole, vedo le espressioni sul vostro viso, mamme e papà di figli/e già venuti al mondo: “Oh cavolo, ma io queste cose non le sapevo, non le ho fatte… E adesso?”

Rallegratevi, perché è sempre il momento di fare il primo passo, grande o piccolo che sia è essenziale.

La vostra esperienza maturata fino a qui non va buttata, ma è la *rampa di lancio* che avete a disposizione in questo momento e a cui, anzi, va un pensiero di ringraziamento… e vi aiuto, unendomi anche io, ascoltando questa canzone: Gracias a la Vida, cantata da Mercedes Sosa.

Ora siete pronti…

 

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>