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Sfatiamo un mito: il pollice verde!

marzo 21st, 2013 | Posted by Sara in Curiosando qua e là

This post is also available in: Inglese

Già, oggi è il primo giorno di Primavera, la stagione dove ogni cellula di ogni essere vivente si risveglia e si apre a ricevere il sole e la pioggia, elementi essenziali che prepareranno la Natura a molti scambi e relazioni tra i propri abitanti: questa è una fase fondamentale perché garantisce i frutti dell’Estate, per poi riposarsi di nuovo con i successivi Autunno e Inverno, per poi ricominciare ancora, in un continuo ciclo che si ripete sempre uguale, eppure così diverso.

Questo è anche il periodo in cui, chi ama le piante si è già messo in moto per preparare i vasi, ripulire la terra,… e non mi avventuro più in là perché la mia conoscenza in materia non è molto ampia. Come dice il titolo, infatti, sono rimasta ipnotizzata dall’idea (supportata anche dai fatti, eh…) di non avere il pollice verde.

Gli indizi che vanno in questa direzione, a dirla tutta, sono abbastanza esemplificativi: il giardinaggio è un argomento che non mi ha mai interessato. Ogni volta che, durante l’estate, capitava di dover bagnare le piante di casa perchè mia mamma era via, era sempre un peso e lo facevo, ma senza usare cure particolari… In famiglia, poi, chi ha davvero il pollice verde è mia nonna materna: è un po’ come un Pronto Soccorso. Se c’è una pianta in cattiva salute, basta dargliela e in poco tempo rifiorisce e torna in salute. Nessuna chance di poter competere con qualcosa di questo tipo. L’unica pianta che in tutti questi anni è sopravvissuta nonostante me è il Potos, pianta resistente che se l’è sempre cavata egregiamente. Ma non mi sono mai spinta oltre.

Poi, le cose hanno iniziato a cambiare, complice un’orchidea che mi è stata regalata due anni fa e a cui tengo molto e la lettura in rete di una cosa che mi ha colpito. Il post diceva più o meno così:

Smettiamola di dividere le persone tra chi ha il pollice verde e chi non ce l’ha! Tutti possiamo accudire e avere cura di una pianta. La cosa più importante è trovare quella/e con cui ci sentiamo più affini e vedrete che sapremo curarle ed occuparcene in modo adeguato.

All’inizio non ci ho molto badato. Poi, era forte il mio desiderio di vedere l’orchidea fiorire di nuovo. Ho preso qualche informazione di base che mi permettesse di accudirla al meglio, mettendoci una buona quota di spirito di osservazione: ho iniziato ad osservare di più le piante che ho in casa, cercando di cogliere il loro “comportamento“. Devo confessarvi che, in questo, panificare con Pasta Madre mi è stato di grande aiuto: accudire il Lievito Madre non è molto diverso. Si trattava quindi di estendere qualcosa che ero già capace di fare – osservare – ad un ambito sconosciuto – quello vegetale: ciò mi ha permesso di essere già a metà dell’opera, con una certa quota di rilassamento.

I risultati non si sono fatti attendere oltre i loro tempi: ho la gioia di vedere ogni giorno la mia orchidea fiorita, di contribuire alla crescita dei Potos (di cui ho tagliato dei rami, messi in acqua… e hanno fatto radici!) e persino di vedere spuntare la radice da un seme di Avocado, messo in acqua per gioco.

La radice che spunta dal seme di Avocado

Cos’è, tutto questo nel complesso, se non essere generativi?

La generatività è una parola che questa Primavera in particolare, è continuamente nella mia mente. L’ho sentita per la prima volta da una grandissima Professoressa  - Eugenia Scabini - insegnante dell’esame di Psicologia Sociale della Famiglia, nonché Preside della Facoltà di Psicologia e un sacco di altre cose. Eccezionale come persona, il Suo è stato uno degli esami universitari che ha lasciato in me più tracce. Ecco come definisce la generatività nel Suo libro:

Il concetto di generatività è ben più ampio di quello di procreazione perchè riassume sia i caratteri della procreatività, sia quelli della produttività e creatività. La famiglia, cioè, non si limita a procreare, ma genera, dà forma umana, umanizza ciò che da lei nasce e ciò che in lei si lega. [...] La capacità della famiglia di generare si estende alla capacità di dare vita a progetti condivisi di rilievo per la crescita di nuove generazioni anche sul piano sociale e culturale. “Psicologia dei legami familiari“, E. Scabini – R. Iafrate.

Accudire le proprie piante nel modo più consono per noi e per loro e mantenere la Pasta Madre, prendersi cura degli animali, delle persone, di noi prima di tutto: sono tutti atti generativi.

Ecco, mi sento di fare un augurio a ciascuno: di vivere nel modo più generativo possibile questa Primavera, con quell’apertura sana a ciò che i cicli della Natura hanno in serbo per noi (e che non ci è dato sapere).

I primi due boccioli - oggi è completamente fiorita

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6 Responses

  • antonio says:

    Grazie Sara per l’augurio. Mettere in atto questa nostra attitudine credo che contribuirà anche a soddisfare il desiderio di superare la finitudine del tempo. Generando qualcosa che “sopravviva” a noi. Il primo atto creativo a cui pensiamo in effetti è un figlio, …ma non è detto che ci sopravviva. Allora potremmo pensare a qualcosa che ci sopravviva davvero, che resti davvero dopo di noi. Potrebbe essere un’idea regalata a qualcuno, un’attenzione a chi ne aveva bisogno,un bene seminato, il ricordo dei valori che la tua persona incarnava, …e tante altre belle cose che neppure immaginiamo..
    Certo, non è per niente facile. Per questo il tuo augurio è benvenuto

  • irene says:

    Ciao Sara,
    ho letto l’articolo sul “pollice verde”e devo dirti che anch’io cerco di salvare le piante delle figlie,quando le prendo in tempo! Ho avuto un’orchidea che ha rifiorito per due anni,poi però è irrimediabilmente morta.Riesco anche a moltiplicare alcune piante per regalarle,anche se poi spesso muoiono nelle case altrui.
    Ti giro una mail per salvare S:Francesco di Saronno,vedi se puoi farla girare ai tuoi amici,più siamo e più facilmente potremo avere qualche intervento.
    Buona Pasqua!!
    Irene

  • Sara says:

    Grazie Irene, per il commento.
    Anche per te, una certa ammirazione per la tua sensibilità con le piante… come hai letto, io ci sto ancora lavorando!
    Continua a passare di qua e a commentare, sei sempre molto stimolante ;-)
    Un abbraccio,
    S.

  • Sara says:

    Anche se sono trascorsi molti giorni dal tuo commento, rileggendolo, trovo che tu abbia colto esattamente il succo dell’articolo: la generatività si può coniugare ed esprimere in molti modi, oltre che dando alla luce un figlio. Prima di tutto con noi stessi.
    NOI siamo il punto di partenza e a volte ce ne dimentichiamo…
    Buon periodo generativo!
    S.

  • Daniel says:

    Chi vuole “sfatare il mito del pollice verde” ignora che le piante, quali esseri puramente sensitivi, hanno un corpo eterico sensibilissimo, pertanto le persone con vari disturbi della psiche producono in esse fenomeni di cattiva crescita o addirittura di disseccamento improvviso.
    Le persone dal pollice verde sono persone molto equilibrate, mai violente o represse.

  • Sara says:

    Buon giorno Daniel,
    quello che scrivi è molto interessante e grazie per averlo fatto presente.
    Mi piacerebbe se tu avessi qualche fonte bibliografica a cui fare riferimento, per approfondire l’argomento.
    Nel post, racconto della mia esperienza con le piante. Qual è la tua?

    Spero di averti ancora tra queste pagine ;-)
    Sara.



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