Io mi ero perduto in me stesso e tu sei venuta a darmi mie notizie…
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Per ogni nuova nascita e non solo…

marzo 18th, 2013 | Posted by Sara in Psicologia

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Sonia (alias izn) me l’aveva detto: “Dovresti conoscere il Prof., ti piacerà sicuramente… vedrai!”.

Aveva ragione! Dopo anni di conoscenza virtuale sulle pagine de “Il Pastonudo”, grazie alla rubrica di cui il Prof. si occupa, ho avuto l’onore di conoscerlo di persona lo scorso Gennaio, al corso annuale organizzato dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, centrato sul tema del ritmo della terra e dell’uomo.

Per dirla tutta, quando ho letto il programma del corso e ho visto scritto tra i relatori il nome di Matteo Giannattasio, non ho avuto dubbi: “Ci vado!”. E ho fatto bene. Ho potuto ascoltarlo parlare di alimentazione e dei ritmi del nostro corpo durante la giornata, in relazione ai momenti in cui consumiamo il cibo. Al di là dei contenuti, di sicuro interessanti, una cosa mi ha colpito: la passione che  trasmette quando parla. Passione per il suo lavoro e, soprattutto, profondo rispetto per tutto ciò che riguarda l’Uomo e il suo Ambiente, nel senso più ampio del termine.

Rispetto che si trasforma in sacralità, se leggete il primo dei “quaderni” interamente scritto dal Prof. e dedicato all’alimentazione in gravidanza, “Gravidanza e Alimentazione“, edito da Valore Alimentare.

La natura chiama la terra e ogni madre a lavorare congiuntamente per tenere in vita questo pianeta e popolarlo. L’una procura cibo a tutti gli esseri viventi, uomo compreso, l’altra assicura la continuazione della specie umana, concependo e poi nutrendo la prole con il suo sangue durante la gravidanza e con il suo latte nei primi mesi di vita.

Già da queste poche righe, prese dal primo capitolo, dedicato alla relazione tra cibo di qualità e amore materno, si inizia ad intravvedere anche un altro aspetto, una certa preoccupazione, da una parte per quello che l’industria alimentare vorrebbe farci mangiare, dall’altra per la scarsa consapevolezza che le persone hanno di ciò. E’ facile immaginare quanto la preoccupazione diventi allarme, se si pensa alle conseguenze che questo può avere su una madre e sul suo bambino che verrà, così piccolo e così importante nel garantire la sopravvivenza della nostra specie.

Ecco allora un itinerario che passa ad analizzare le caratteristiche di un buon regime alimentare (Capitolo 2), che non può prescindere dal nostro stile di vita (Capitolo 4), con indicazioni che, seppur rivolte in particolare alla donne in dolce attesa, ciascuno di noi può cercare di interpretare. Dal capitolo 5, si entra più nello specifico dei disturbi che caratterizzano questi nove mesi, dai più leggeri e diffusi a quelli più seri, con rimedi naturali che possono essere assunti, senza mai dimenticare il ruolo essenziale del medico.

Negli ultimi due capitoli, il 6 e il 7, il Prof. non ci fa mancare qualche parola sulla bellezza e la cura del corpo, concludendo con alcune pagine interamente dedicate alle ultime settimane prima dell’evento. Mi piace molto come descrive la Bellezza della Donna:

Superata la “crisi” di adattamento dei primi mesi, la futura mamma diventa più bella come per incanto: la pelle si fa più lisca e luminosa, le piccole rughe scompaiono e la peluria diventa quasi impercettibile. E’ come se si “vestisse a festa”, per partecipare ad un evento in cui è lei l’ospite d’onore.

I lettori più attenti si saranno certamente accorti che non ho parlato del capitolo 3: non è una dimenticanza o una svista. Chi mi conosce sa che tengo il meglio per ultimo.

Si intitola “Il legame prenatale madre-figlio: uno scambio di “amorosi sensi” “. Potevo non leggerlo di un fiato e poi rileggerlo, pensando intanto a quanto dice John Bowlby (di cui avrò modo di parlarvi) a proposito della Teoria dell’Attaccamento?!?

In queste pagine, il Prof. descrive sinteticamente quanto le attuali scoperte in ambito scientifico hanno portato alla luce: il legame tra madre e figlio si crea già nella fase di gestazione, non bisogna aspettare che il piccolo sia nato. Fin dal concepimento, egli sente quello che noi sentiamo, si nutre del nostro cibo e anche delle nostre emozioni:

Gli studi di Psicologia prenatale stanno accertando che l’anima del bambino vive all’unisono con quella della madre. Soffre se la mamma soffre, ma anche se non gli presta attenzione e se non lo accarezza. Anche questa relazione deve essere quindi di qualità, cioè intessuta di buoni sentimenti e non contaminata da ansie e cattivi sentimenti.

Ecco, vi sento – donne e mamme: “Ma come si fa?!? Non è possibile essere serene e non avere ansie in questo periodo… La casa, il lavoro, la suocera, il marito/compagno,…”. Tenete a mente una cosa: nessuno (a parte noi stesse) ci chiede la perfezione, né di essere sempre al 100%. E’ sufficiente che mediamente la qualità della relazione sia buona, con quel margine di errore che si confà a noi esseri umani così meravigliosamente imperfetti.

Il Prof., durante i suoi anni di studio e di pratica professionale a contatto con le future mamme, ha notato che introdurre alcune abitudini  è particolarmente utile, poichè contribuiscono ad alimentare positivamente la relazione madre-bambino durante questi nove mesi: si può praticare Yoga, farsi fare un massaggio o camminare immerse nella natura,… Non dimentichiamo, poi, l’influsso del cibo: può agitare o rilassare, può renderci contente o tristi, non solo per le sue caratteristiche, ma anche per la sua qualità.

In particolare in questo capitolo, ma anche negli altri, non manca mai una parola per il futuro papà: tutt’altro che marginale, gioca un ruolo fondamentale anche durante questi nove mesi. Ha l’arduo compito di stare accanto alla propria compagna, supportarla, alleviare le fisiologiche ansie e paure, o semplicemente ascoltarla e condividere insieme quello che sta già cambiando per sempre la loro vita.

Eccoci arrivati alla fine. Spero di avervi trasmesso almeno un pizzico della bellezza di queste pagine, che valgono una lettura anche se non si è in attesa o si è uomini ;-)

Su “Il Pastonudo”, trovate un post sullo stesso argomento, che si sofferma su aspetti diversi: può essere interessante andare a curiosare anche di là.

Chiudo con le parole di ringraziamento che il Prof. rivolge a tutte le Donne:

La luce e il calore che irradiano dal vostro cuore, insieme alla luce e al calore del sole che apportano i frutti di una terra ben coltivata, sono il nutrimento indispensabile per far crescere il vostro bambino forte e permettergli di vivere una vita degna.

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4 Responses

  • Sissa says:

    Questo quaderno mi manca, ho provato a dare un’occhio da Natura sì ma non lo ho trovato. Dove lo hai acquistato? La recensione che dai è deliziosa, mi hai fatto venire voglia di prenderlo anche per un’amica incinta..
    belle le foto che hai fatto, danno una bella sensazione di te che studi..
    Ti abbraccio tanto!
    Sissa

  • Sara says:

    Che *bella* sorpresa trovare un tuo commento!

    Inizialmente ho fatto fatica anch’io a trovarlo. Poi, l’Azienda Agricola dove vado a fare la spesa della verdura me lo ha procurato.
    Con le foto, poi, volevo dare proprio quella sensazione perché è quello che è successo: ho letto, sottolineato, fatto le mie riflessioni,… Ti suggerisco davvero di prenderlo, perchè ne vale la pena. Anch’io l’ho consigliato ad una collega al secondo mese e ad un’amica all’ottavo. Trovo che le indicazioni che dà il Prof. siano valide sempre.

    Un abbraccio anche a te,
    S.

  • giannattasio says:

    cara sara, non avendo la tua (permettimi la familiarità) mail, approfitto del blog. Grazie per la stima (che ricambio) e dell’apprezzamento dei contenuti della monografia sulla gravidanza. Anch’io sono stato contento di incontrarti alla Zelata e spero di rivederti di tanto in tanto ai convegni che organizziamo dalle tue parti. Noto dalle foto che hai sottolineato le pagine della monografie come si fa con i testi universitari. Non era questa la mia pretesa ma sono dell’avviso che i libri, se scritti per informare davvero, meritano di essere letti con attenzione e non scorsi disattentamente! Un caro saluto e un augurio di buon lavoro. Matteo Giannattasio

  • Sara says:

    Carissimo Prof.,
    il Suo commento è per me un onore e una gioia!
    Spero anch’io di poterla sentire presto a qualche incontro, disponibile a spostarmi se non fosse proprio qui vicino.
    Ho iniziato a leggere la monografia e non ho potuto fare a meno di sottolinearne le pagine, perchè le cose interessanti e che volevo mi rimanessero erano tante!
    Un abbraccio e buon lavoro anche a Lei,
    Sara.



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